sábado, 8 de abril de 2017

Del paro activo hacia una salida popular ........

El gobierno de Macri profundiza el camino de descargar el ajuste sobre el pueblo. En el marco de una inflación acumulada que deja lejos la supuesta meta anual del 18%, y ante la inminencia de un nuevo tarifazo en los servicios públicos, Cambiemos apostó por la intransigencia frente a la lucha de los docentes, afirmando el techo en la negociación salarial y negándose a cumplir con la paritaria nacional.

                                       

Debe enfrentar una movilización popular con los trabajadores a la cabeza que, desde la masividad de la lucha de los maestros y a partir del desborde que sufrió la burocracia de la CGT en su acto -pasando por el enorme paro de mujeres y la inapelable derrota del “negacionismo” el 24/03- anuncia un cambio de situación: la pelea por derrotar el ajuste pone en cuestión al proyecto macrista de conjunto.

Este es el marco en que llega finalmente, luego de todas las dilaciones posibles, el llamado a paro de la CGT. Para la burocracia que conduce la central obrera, el paro es una concesión a las bases que reclaman acción, y en tal sentido su intención es descomprimir una situación caldeada y por lo tanto desmovilizar a partir del día después. En esto coinciden tanto los que tratarán de recomponer el vínculo con el gobierno como aquellos que jugarán de lleno en la interna del PJ.
Amén de haber confirmado que el 6 se quedan en sus casas, en la carrera dentro del peronismo se inscriben también los organizadores del acto de la CTA de la semana pasada. Eso explica cómo tanto Micheli como Yaski salieron a la dar explicaciones de su “defensa de la democracia”, entrando en el eje con el que el gobierno pretende atajar su propia crisis.

Hay que darle un carácter activo al paro general en dirección a una salida popular. Para que sea una jornada en que los trabajadores que vienen protagonizando peleas, ya sean estatales, de la industria o desocupados, confluyan en acciones callejeras, en dirección a conformar el espacio de unidad del combativismo y los que luchan. Dándole forma a un plan de lucha nacional que sea continuidad de la pelea en curso, encauzando el auge de masas para quebrar el plan de ajuste y abrir una situación nueva, en la que el pueblo ejerza su derecho democrático a la revocatoria de un gobierno que trabaja para los ricos en detrimento de las mayorías, retomando la experiencia de diciembre de 2001.
PRML,

miércoles, 29 de marzo de 2017

La obra "La magia de Molinari" ya esta disponible en las librerias de Capilla del Monte en el Valle de Punilla


Si queres recibir el ejemplar en formato PDF escribí a:  edragonesvoladores@gmail.com

Antonio Guiteras un gran pensador obrero del siglo XX


Un amigo de la casa brinda unos muy buenos cursos y talleres:

                                          


Taller de acuarela en la Ciudad Autónoma de Buenos Aires…

Sebastián Labi, docente particular y grupal de artes plásticas, ilustrador y artista visual. 



www.slabi.blogspot.com     




CV di autore Ulises Barreiro x Cecilia Valenti


                           Contatti: barreiroulises@gmail.com
                            www.ulisesbarreiro.com.ar

Presentazione:
Ulises Barreiro è uno scrittore argentino nato a Buenos Aires il 19 dicembre 1976. Laureato in Storia e Scienze Sociali nella Università di Buenos Aires (UBA).


Fin dall’ adolescenza dedica la sua vita a studiare la problematica dei contadini poveri e le comunità originarie  in Sudamerica che devono sopravvivere  dentro un regime capitalista.
 Docente e amante della pedagogia, la sua opera letteraria si caratterizza per i contenuti ideologici sulle lotte di classe, in particolare della classe lavoratrice. Nei suoi romanzi e racconti si intravedono sfumature di valori culturali diversi. Con una forte posizione a favore degli oppressi dal sistema, la sua opera letteraria si fortifica nella ricerca di una ideologia “contro egemonica”, popolare e proletaria.


Ha partecipato a diversi congressi e seminari su:  politiche educative di inclusione, educazione pubblica  e comunicazione sociale, Pedagogia e Storia, Pedagogia e Arte, Antropologia, Sociologia e Storia in tante città della Repubblica Argentina e anche all’Estero.
Attualmente lavora come docente di storia nelle scuole secondarie di I e II grado della città di Buenos Aires, ma si dedica particolarmente ad insegnare nelle “scuole rurali” o “scuole per adulti” (centri di formazione per gli operari e lavoratori che non sono ancora stati alfabetizzati o che non hanno raggiunto una minima maturazione scolastica) In tanti paesi di America Latina, inclusa L’Argentina, si verifica ancora un alto livello di  analfabetizzazione delle classi povere , non solo in campagna, ma anche e soprattutto nelle grandi città. In questo ambito dei lavoratori che non hanno avuto la possibilità di essere “inclusi nella educazione pubblica” , Ulises Barreiro svolge la sua lotta quotidiana contro uno stato assente , appoggiando le politiche d’integrazione e mettendo la sua opera letteraria  al servizio di queste problematiche. Per questo scopo ha viaggiato in diversi paesi  come Cuba, Bolivia, Brasile, Uruguay, Russia, alla ricerca di testimonianze e documenti che possano approfondire lo studio di queste  particolari situazioni sociali. Allo studio della Rivoluzione cubana ha dedicato un tempo speciale. La sua tesi “ L’origine ideologico della rivoluzione cubana del 1959” è diventato il punto di partenza della sua ultima opera letteraria ancora in corso.



Le sue opere letterarie:

2015:  “Haunebu II”, casa editrice Dragones Voladores, 1 edizione, El Alto, Bolivia. -
2015:   “Haunebu II”, casa editrice Dragones Voladores, 1edizione, Mendoza, Argentina. - ISBN  978-987-33-7270-4
2014:    “Storie della Vía Láctea”, casa editrice Dragones Voladores, 1 edizione, El Alto, Bolivia. - ISBN 978-9872-89622-5
2013”Le avventure di Derviche Murad e Fraile Guevara nel tesoro nascosto”, casa editrice Dragones Voladores, 3° Edición, La Paz, Bolivia. :  ISBN 978-987-28962-0-1
2012:   “Fantastiche storie di San Telmo”, 1° edizione, Mendoza, Argentina. ISBN 978-987-33-1695-1
2011 “La Caduta”, casa editrice Osiris, 1° edizione, Madrid, Spagna. -:  ISBN 9-788461-540310
2010:   “Il tesoro nascosto”, casa editrice Dunken ,2° edizione, Buenos Aires, Argentina. - ISBN 978-987-02-4196-6
2003-2011:  Co-editore del Fascicolo Culturale e Letterario “5puntos”, Argentina.



 Testi di ricerca antropologica e pedagogica pubblicati dall’ autore:

2014: “Introduzione al mondo dei Mayas”, in collaborazione con  l’Antropologa Dominique Gromez, c. editrice Aguirre, 1 edizione, Mendoza, Argentina. ISBN 978-987-28962-3-2
2014:  “Tutorial del primo anno dell’ istituto di formazione  Docente N39 di Vicente López”, con Pablo A. O Dwyer e Andrea Álvarez Sánchez, casa editrice dell’Università di Comahue, Neuquén, Argentina. ISBN 978-987-604-406-6:
2014 “Pratiche di promozione alla lettura nell’ Istituto di Formazione Docente N39 con Pablo A. O Dwyer e Andrea Álvarez Sánchez, casa editrice dell’Università di Comahue, provincia di Neuquén, Argentina. : ISBN 978-987-604-406-6:
2013:  “I Mayas e il loro rapporto con l’ambiente”, in collaborazione con l’Antropologa Dominique Gromez, casa editrice accademica spagnola, 1 edizione, Madrid, Spagna. ISBN  978-3-659-07971-9
2012: ISBN 978-3-659-02678-2   “La Trasformazione sociale attraverso l’Arte e la Pedagogia”, in collaborazione con l’Antropologa Dominique Gromez. Casa editrice accademica spagnola, 1 edizione, Madrid, Spagna.


 Pubblicazioni di antologie:

2014:   “La Cultura  della parola”,  “L’anónimo di Barracas”, pubblicato nel XI Concorso internazionale di Poesia e Narrativa del 2014.  Istituto Culturale Latinoamericano, pubblicato a Junín, Provincia de Buenos Aires, Argentina. ISBN 978-987-3348-03-7
2013:  “Poesia e te”, Direzione generale di Cultura ed Educazione della provincia di Buenos Aires.
2013: Racconto breve “Svegliandosi", menzione di onore a  Villa General Belgrano, provincia di Córdoba, Argentina. ISBN 978-987-676-066-9,
2013: “Uno sguardo verso sud”, Provincia de Buenos Aires, Argentina.
2013: “La forza della parola”,“Fantasmagorico ricordo”.Menzione d’onore nel XXXVI Concorso Internazionale di poesia e narrativa. Provincia di Buenos Aires, Argentina. ISBN 978-987-451-43-0-1
2013: “ Svegliandosi nella sala di lettura”, premio Ensayo Limaclara 2013, Lima , Perù.
2013:   Racconto breve : “L’Allegria”.IX Incontro Nazionale di Narrativa, pubblicato in Provincia di Córdoba, Argentina.
2013: “ La Battaglia di Merida”. Antologia Letteraria del Professore Di Marco 2013, Provincia di Buenos Aires, Argentina. ISBN 978-987-28962-1-8
2012: Racconto breve su Bialet Masse,VIII Incontro Nazionale di Narrativa, Provincia de Córdoba, Argentina

Formazione pedagogica complementare, seminari e congressi di Storia e Scienze Sociali.

2015: I Incontro di Storia del Movimento Operaio e La Sinistra, nel Centro Culturale Paco Udaondo, Università di Buenos Aires, Buenos Aires, Argentina.
2015: 24° Incontro Internazionale di Educazione, Buenos Aires, Argentina.
2015: Presentazione: I LICEI POPOLARI IN ARGENTINA: UN AVVICINAMENTO ALL’ ESPERIENZA  DEI LICEI 1º DI MAGGIO E PAULO FREIRE. Presentata nel XIV Congresso Internazionale di Pedagogia di La Habana, Cuba. Collaboratore  nel  24°° Incontro Internazionale di Educazione, Buenos Aires, Argentina.
2014: Conferenza: “La scienza come un racconto: L’importanza della lettura nell’educazione, tenuta dal Lic. Alberto Rojo, all’interno dei corsi di formazione docente della 40° Feria Internazionale del libro di Buenos Aires, Argentina.
2014: Discorso didattico su Don José de San Martín nella scuola superiore  San Martín de Boulogne, Buenos Aires, Argentina.
2014: Seminario Internazionale: “Migliorare l’apprendimento nella scuola dell’obbligo. Politiche e attori”. Organizzato dall’ IIPE della  UNESCO regionale di Buenos Aires.
2014: Conferenza: “L’importanza della lettura nello sviluppo dei valori e della capacità di riflessione critica nei bambini e adolescenti”,tenuto da Eugenio Echeverría. 40° Feria Internazionale del libro di Buenos Aires, Argentina.
2014: Seminario:” Un’inclusione educativa di qualità”, Politiche publiche. per FLACO.
2014: Conferenza di Mario Carretero: “Cambiamento Concettuale ed educazione”. Università di San Andrés, Provincia di Buenos Aires, Argentina.
2014: Corso di archeologia professionale. Istituto MasSaber, con sede in Barcellona, Spagna.
2014: Corso di Grammatica e Redazione. Centro Culturale Rector Ricardo Rojas, presso Università di Buenos Aires.
2014: Volontariato nella O.N.G. Mayan Families, nel Dipartimento di Educazione,gennaio 2014, Panajache, Guatemala.
2013: Presentazione della carta: “Soggetto pedagogico nella Scuola pubblica, Scuola privata e nei Licei popolari. VII Incontro di investigazione  Santiago Wallace, facoltà di Filosofia e Lettere dell’Università di Buenos Aires, Argentina.
2013: Seminario Internazionale nell’ IIPE-UNESCO 1013, su Educazione e politiche Sociali, facoltà di Economia dell’Università di Buenos Aires, Argentina.
2013: Congresso di Educazione San Isidro 2013, città di San Isidro, Organizzato dal Comune di  San Isidro, Provincia di Buenos Aires, Argentina.
2013: Seminario di Storia, El Alto,Città di La Paz, Bolivia. Aprile 2013,Onorabile Consiglio  Universitario dell’ UPEA.
2013: Presentazione: “La lettura nella formazione docente”. N39 di Vicente Lopez, Buenos Aires. 16° Congresso Internazionale di promozione della lettura e del libro.
2013: Seminario: “La Trasformazione di uno Stato mononazionale ad uno Stato plurinazionale. 3 anni dello Stato Plurinazionale di Bolivia , città di Cochabamba, Bolivia.
2013: Seminario:” Genocidio nell’epoca della Conquista” , Istituto di formazione Docente N39 di Vicente Lopez, Buenos Aires, Argentina.
2013: 7 Incontro internazionale di Arte e Letteratura, Rosario, Argentina.
2013: I  e II Congresso Internazionale di Educazione : “Strategie di fronte ai cambiamenti”, provincia di San Juan, Argentina.
2013: Seminario:”Storie occulte di Bolivia”.Università Pubblica di El Alto, La Paz, Bolivia.
2013: Conferenza e seminario di Juan Carlos Tedesco: ¨Le sfide dell’Educazione in America Latina, Università di San Andres, Buenos Aires, Argentina
2013: 5 Foro Nazionale di Educazione per il cambiamento sociale, i popoli originari. La Plata, Buenos Aires. Argentina.
2013: 5 Foro sulla qualità educativa, Università Cattolica, Buenos Aires.
2013: Conferenza tenuta da Silvia Finochio,. “L’insegnamento delle Scienze Sociali in America Latina”, Incontro Nordpatagonico, provincia di Río Negro, Argentina. -
2013: Presentazione: “”Pratiche di lettura nell’istituto di formazione Docente N39 di Vicente López”. Incontro Norpatagonico, provincia di Río Negro, Argentina. -
2012: Presentazione: “L’educazione dei bambini, ragazzi e adulti nell’Unione contadina di El Chaco”. III Incontro Latinoamericano di Ricerca sull’educazione e formazione. Università di filosofia e Lettere di Buenos Aires,
2012: Seminario su Violenza e discriminazione, Diversità e convivenza all’interno della scuola. Istituto di formazione docente Anna Frank. Buenos Aires.
2012: Semiario Internazionale 2012. “Politiche educative”. UNESCO,  Centro Culturale MALBA, Buenos Aires.
2012: Seminario: “Cultura Viva e Comunitaria, politiche pubbliche e  Movimenti sociali in America Latina . Auditorio Manuel Belgrano della  cancelleria Argentina.
2012: Seminario:”La Storia orale”. Istituto di formazione N39. Buenos Aires.
2012: Seminario: “L’insegnamento delle Scienze Naturali in contesti vulnerabili”. Università di San Andres.
2011: Presentazione: “Autogestione e politiche pubbliche”. Il Liceo popolare Paulo Freire, IX Incontro di Sociologia Pre ALAS Recife 2011, Università di Buenos Aires.
2010: Programma di Trasferimento: Imprese recuperate dai lavoratori, creazione di cooperative. Università di Buenos Aires.
2010: Libro Bianco della Difesa Nazionale 2010, laboratorio: Cooperativismo e integrazione regionale. Buenos Aires.



                    Cecilia Valenti

sábado, 24 de diciembre de 2016

El libro "Otoño en Londres" de Andrea Izquierdo a $190






Un informe muy confidencial desde el país de Oprestán

Versificación: Nizar Qabbani*

Traducción: Dr. Lahcen EL KIRI**



(1)
Ya no sigue estando entre ellos ni Abu Bakr... ni Otomán
Todos son esqueletos en el museo del tiempo...
Los caballeros cayeron de sus sillas...
Se declaró el pequeño estado de los castrados...
Se detuvieron los almuédanos en sus casas...
Y quedó anulada la llamada a la oración...
Todos se les engordaron los senos...
y se convirtieron en mujeres...
Todos pasan por la menstruación, se ocupan del embarazo
 y la lactancia...
Todos decapitaron sus caballos...
Apostaron por sus espadas...
y presentaron sus mujeres como regalo al jefe romano...
  Lo que se denominaba antes el Levante
Se convirtió en la Geografía
en Judaistán...
¡Dios...Oh, tiempo...!
(2)
Ya no existe en los cuadernos de la Historia 
ni espada ni caballo
Todos dejaron sus zapatos
y salvaron su dinero mediante el tráfico
dejando atrás a sus niños
y se retiraron hacia las cafeterías de la muerte y del olvido
Todos se afeminaron...
Pusieron el kohl en sus ojos...
y se perfumaron...
Se balancearon como si fuesen ramas de bambú
hasta que uno pueda creer que Khalid...es Suzán
y que María...es Marwan.
¡Dios...Oh, tiempo...!
(3)
Todos están muertos... y no quedó más que Líbano
Vistiéndose cada mañana de una mortaja
y encendiendo el Sur con perseverancia y vehemencia
Todos entraron en sus agujeros
y se deleitaron de almizcle, de las mujeres y de las albahacas
Todos son híbridos, domados, hipócritas, ambivalentes...y miedosos
y Líbano a solas
está bofeteando a América implacablemente
encendiendo las aguas y las playas
mientras que mil americanizados reciben a América con brazos abiertos
¿Puede haber siempre una reconciliación bajo humillación?
¡Dios...Oh, tiempo...!
(4)
¿Sabéis quién soy?
Soy un ciudadano que vive en Oprestán
y este estado no es ningún chiste egipcio
ni una imagen sacada de los libros de retórica
pues, tal país se cita en el Diccionario de los Estados
Y lo más importante de sus exportaciones
 son maletas de piel
hechas del cuerpo del Hombre
¡Dios...Oh, tiempo...!
(5)
¿Queréis una ojeada sobre la tierra de Oprestán?
Es aquella que se extiende desde el norte de África
Hasta la tierra de Petrolestán
Aquella que se extiende desde las playas de la opresión
hasta las playas del asesinato,
del linchamiento, de las tristezas...
cuya espada se extiende de arteria en arteria
Sus reyes se acuclillan sobre los cuellos por herencia,
Perforan los ojos de los niños por herencia,
Odian las hojas blancas, la tinta y los bolígrafos por herencia,
Y el primer artículo en su constitución recomienda la anulación del instinto de hablar en el Hombre.
¡Dios...Oh, tiempo...!
(6)
¿Sabéis quién soy?
Soy un ciudadano que vive en Oprestán
Un ciudadano...
Que sueña con alcanzar un día el rango del animal,
Un ciudadano que teme a sentarse en la cafetería...para que
El estado no emane de las tinieblas de la taza
Un ciudadano que teme a acercase a su mujer
antes que las Diligencias Secretas controlen el lugar
Soy un ciudadano del país de Oprestán
Tengo miedo de entrar en cualquier mezquita
para que no se diga que soy un hombre que ejerce su adoración,
Para que el detective no diga que yo estaba leyendo la Sura de Arrahmán
¡Dios...Oh, tiempo...!
(7)
¿Sabéis ahora qué es el país de Oprestán?
Es aquel que compuso...sintonizó...
Y realizó el satán...
¿Conocéis este pequeño y maravilloso estado?
donde el hombre necesita una decisión para acceder al retrete,
El sol necesita una decisión para amanecer,
El gallo necesita una decisión para cantar,
La voluntad de la pareja necesita una decisión para generar,
Y los cabellos de mi amante los prohíbe el policía para no flotar
Sin previa decisión.
(8)
¡Qué mala situación en el país de Oprestán!
donde los hombres son una copia de las mujeres
donde las mujeres son una copia de los hombres
donde la tierra odia las semillas
donde todo pájaro tiene miedo de los demás pájaros
y el teniente de la decisión necesita una decisión
Aquella es la situación en el país de Oprestán
¡Dios...Oh, tiempo...!
(9)
¡Oh, amigos!
Estoy viviendo en una ciudad sin habitantes
Ni calles
ni aceras
ni ventanas
ni paredes
ni periódicos
salvo aquellos que imprimen las imprentas del Sultán.
¿Su título?
Tengo miedo de desvelarlo
Todo lo que sepa es que cada persona cuya suerte
 le conduce a mi ciudad
paz será sobre su alma.
(10)
¡Oh, amigos!
¿Qué será la poesía sin que declare la desobediencia?
¿Qué será la poesía sin poder acabar con los tiranos...y la tiranía?
¿Qué será la poesía sin acarrear terremotos
En el tiempo y en el lugar?
y ¿Qué será la poesía sin poder quitar la corona que pone Khosro Anushiravan?
(11)
Por eso, declaro la desobediencia
En nombre de los millones que hasta ahora no saben lo que es el día,
La diferencia entre el ramo y el pájaro,
La diferencia entre la rosa y la matthiola,
La diferencia entre el seno y la granada, 
La diferencia entre el mar y la celda,
La diferencia entre la luna verde y el clavel
y entre el aspa de la palabra valentía
y la mejilla de la guillotina...
(12)
Por eso, declaro la desobediencia
En nombre de los millones que se conducen hacia la decapitación como rebaños,
En nombre de aquellos que les sacaron los ojos,
Les quitaron los dientes
Y les disolvieron en el ácido sulfúrico como lombrices
En nombre de aquellos que no tienen voz...
Ni opinión...
Ni lengua...
Declararé la desobediencia.
(13)
Por eso, declaro la desobediencia
En nombre de las masas que se sientan como las vacas
Ante la pequeña pantalla
En nombre de las masas que les dan a beber lealtad 
con cucharones
En nombre de las masas que se montan como los camellos
desde el amanecer hasta el atardecer
se montan como los camellos...
Sin tener derechos más que al agua y a la cebada
y sin tener ambición más que aquella de llevar al peluquero la esposa del Emir
O la hija del Emir...
O la perra del Emir...
En nombre de las masas que imploran a Dios para que inmortalice al majestuoso jefe y el bulto de la alfalfa...
(14)
¡Oh, amigos de poesía!
Soy el árbol de fuego, el sacerdote de los anhelos,
Y el portavoz de cincuenta millones de amantes.
Gracias a mí duermen los que sienten amor y nostalgia,
pues, les transformo a veces en palomas
Y otras veces en jazmines.
¡Oh, amigos míos!
Soy la herida que rechaza para siempre
La autoridad del cuchillo...
(15)
¡Oh, magníficos amigos míos!
Soy los labios de aquellos que no los tienen
Soy los ojos para aquellos que no los tienen
Soy el libro del mar para aquellos que no leen
Soy las escrituras que las lágrimas cavan en las celdas de la cárcel.
וֹOh, mi amante! Soy como esta era, hago frente a la locura con la locura
Estropeo las cosas infantilmente
y mi sangre huele a revolución y naranjas...
Sigo siendo tal como me habéis conocido
Mi vocación es transgredir la ley
Sigo siendo tal como me habéis conocido
Soy por la poesía... sino no quiero ser...
(16)
¡Oh, amigos míos!
Sois la verdadera poesía
Y no importa que el Sultán
 Se ría...frunza el entrecejo
O se enfade...
Vosotros sois mis Sultanes
De vosotros es mi gloria, el poder y la autoridad...
Mis poemas están prohibidos...
en las ciudades que duermen sobre la sal y la piedra
Mis poemas están prohibidos...
porque llevan al hombre la fragancia del amor y de la civilización
Mis poemas están rechazados...
porque llevan buena notica a cada casa
וֹOh, amigos míos!
Sigo esperándoles
Para encender la antorcha...
*El poema original en árabe:
تقرير سري جداً من بلاد قمعستان



1
لم يبق فيهم لا أبو بكر.. و لا عثمان...
جميعهم هياكل عظمية في متحف الزمان..
تساقط الفرسان عن سروجهم..
و أعلنت دويلة الخصيان..
واعتقل المؤذنون في بيوتهم ..
و أُلغي الأذان..
جميعهم تضخمت أثداؤهم..
و أصبحوا نسوان..
جميعهم يأتيهم الحيض، و مشغولون بالحمل
و بالرضاعة..
جميعهم قد ذبحوا خيولهم..
و ارتهنوا سيوفهم..
وقدموا نساءهم هدية لقائد الرومان..
ما كان يدعى ببلاد الشام يوماً..
صار في الجغرافيا..
يدعى (يهودستان)..
الله .. يا زمان..
2
لم يبق في دفاتر التاريخ
لا سيف و لا حصان
جميعهم قد تركوا نعالهم
وهرّبوا أموالهم
وخلّفوا و راءهم أطفالهم
و انسحبوا إلى مقاهي الموت و النسيان
جميعهم تخنثوا...
تكحلوا...
تعطروا...
تمايلوا أغصان خيزران
حتى تظن خالدا ... سوزان
و مريمًا .. مروان
الله ... يا زمان...
3
جميعهم موتى ... و لم يبق سوى لبنان
يلبس في كل صباح كفنًا
ويشعل الجنوب إصرارًا و عنفوان
جميعهم قد دخلوا جحورهم
و استمتعوا بالمسك، و النساء، و الريحان
جميعهم مدجن، مروض، منافق، مزدوج .. جبان
و وحده لبنان
يصفع أمريكا بلا هوادة
ويشعل المياه و الشطان
في حين ألف حاكم مؤمرك
يأخذها بالصدر و الأحضان
هل ممكن أن يعقد الإنسان صلحا دائما مع الهوان؟
الله ... يا زمان ..
4
هل تعرفون من أنا
مواطن يسكن في دولة (قمعستان)
وهذه الدولة ليست نكتة مصرية
أو صورة منقولة عن كتب البديع و البيان
فأرض (قمعستان) جاء ذكرها
في معجم البلدان ...
و أن من أهم صادراتها
حقائبا جلدية
مصنوعة من جسد الإنسان
الله ... يا زمان ...
5
هل تطلبون نبذة صغيرة عن أرض (قمعستان)
تلك التي تمتد من شمال إفريقيا
إلى بلاد نفطستان
تلك التي تمتد من شواطئ القهر إلى شواطئ
القتل
إلى شواطئ السحل، إلى شواطئ الأحزان ...
و سيفها يمتد بين مدخل الشريان و الشريان
ملوكها يقرفصون فوق رقبة الشعوب بالوراثة
و يفقأون أعين الأطفال بالوراثه
ويكرهون الورق الأبيض، و المداد، و الأقلام بالوراثة
و أول البنود في دستورها:
يقضي بأن تلغى غريزة الكلام في الإنسان
الله ... يا زمان ...
6
هل تعرفون من أنا؟
مواطن يسكن في دولة (قمعستان)
مواطن...
يحلم في يوم من الأيام أن يصبح في مرتبة الحيوان
مواطن يخاف أن يجلس في المقهى .. لكي
لا تطلع الدولة من غياهب الفنجان
مواطن أن يخاف أن يقرب من زوجته
قبيل أن تراقب المباحث المكان
مواطن أنا من شعب قمعستان
أخاف أن أدخل أي مسجد
كي لا يقال إني رجل يمارس الإيمان
كي لا يقول المخبر السري:
أني كنت أتلو سورة الرحمن
الله ... يا زمان ...
7
هل تعرفون الآن ما دولة ( قمعستان)؟
تلك التي ألّفَهَا.. لحَّنها..
أخرجها الشيطان...
هل تعرفون هذه الدويلة العجيبة؟
حيث دخول المرء للمرحاض يحتاج إلى قرار
و الشمس كي تطلع تحتاج إلى قرار
والديك كي يصيح يحتاج إلى قرار
و رغبة الزوجين في الإنجاب
تحتاج إلى قرار
وشعر من أحبها
يمنعه الشرطي أن يطير في الريح
بلا قرار..
8
ما أردأ الأحوال في دولة (قمعستان)
حيث الذكور نسخة عن النساء
حيث النساء نسخة من الذكور
حيث التراب يكره البذور
و حيث كل طائر يخاف بقية الطيور
وصاحب القرار يحتاج إلى قرار
تلك هي الأحوال في دولة (قمعستان)
الله ... يا زمان ...
9
يا أصدقائي:
إنني مواطن يسكن في مدينة ليس بها سكان
ليس لها شوارع
ليس لها أرصفة
ليس لها نوافذ
ليس لها جدران
ليس بها جرائد
غير التي تطبعها مطابع السلطان
عنوانها؟
أخاف أن أبوح بالعنوان
كل الذي أعرفه
أن الذي يقوده الحظ إلى مدينتي
يرحمه الرحمن...
10
يا أصدقائي :
ما هو الشعر إذا لم يعلن العصيان؟
وما هو الشعر إذا لم يسقط الطغاة ... و الطغيان؟
وما هو الشعر إذا لم يحدث الزلزال
في الزمان و المكان؟
و ما هو الشعر إذا لم يخلع التاج الذي يلبسه
كسرى أنوشروان؟
11
من أجل هذا أعلن العصيان
باسم الملايين التي تجهل حتى الآن ما هو النهار
و ما هو الفارق بين الغصن و العصفور
و ما هو الفارق بين الورد و المنثور
و ما هو الفارق بين النهد و الرمانة
و ما هو الفارق بين البحر و الزنزانة
وما هو الفارق بين القمر الأخضر و القرنفلة
و بين حد كلمة شجاعة،
وبين خد المقصله ...
12
من أجل هذا أعلن العصيان
باسم الملايين التي تساق نحو الذبح كالقطعان
باسم الذين انتزعت أجفانهم
و اقتلعت أسنانهم
و ذوبوا في حامض الكبريت كالديدان
باسم الذين ما لهم صوت ...
و لا رأي ...
و لا لسان ...
سأعلن العصيان ...
13
من أجل هذا أعلن العصيان
باسم الجماهير التي تجلس كالأبقار
تحت الشاشة الصغيرة
باسم الجماهير التي يسقونها الولاء
بالملاعق الكبيرة
باسم الجماهير التي تركب كالبعير
من مشرق الشمس إلى مغربها
تركب كالبعير ...
وما لها من الحقوق غير حق الماء و الشعير
وما لها من الطموح غير أن تأخذ للحلاق زوجة الأمير
أو ابنة الأمير ...
أو كلبة الأمير ...
باسم الجماهير التي تضرع لله لكي يديم القائد العظيم
و حزمة البرسيم ...
14
يا أصدقاء الشعر:
إني شجر النار، وإني كاهن الأشواق
و الناطق الرسمي عن خمسين مليوناً من العشاق
على يدي ينام أهل الحب والحنين
فمرةً أجعلهم حمائما
و مرة أجعلهم أشجار ياسمين
يا أصدقائي ...
إنني الجرح الذي يرفض دوما
سلطة السكين ...
15
يا أصدقائي الرائعين:
أنا الشفاه للذين ما لهم شفاه
أنا العيون للذين ما لهم عيون
أنا كتاب البحر للذين ليس يقرأون
أنا الكتابات التي يحفرها الدمع على عنابر السجون
أنا كهذا العصر، يا حبيبتي
أواجه الجنون بالجنون
و أكسر الأشياء في طفولة
و في دمي، رائحة الثورة و الليمون ...
أنا كما عرفتموني دائما
هوايتي أن أكسر القانون
أنا كما عرفتموني دائما
أكون بالشعر ... و إلا لا أريد أن أكون ...
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يا أصدقائي:
أنتم الشعر الحقيقي
و لا يهم أن يضحك... أو يعبس ...
أو أن يغضب السلطان
أنتم سلاطيني ...
ومنكم أستمد المجد، والقوة، و السلطان ...
قصائدي ممنوعة ...
في المدن التي تنام فوق الملح و الحجارة
قصائدي ممنوعة ...
لأنها تحمل للإنسان عطر الحب، و الحضارة
قصائدي مرفوضة ...
لأنها لكل بيت تحمل البشارة
يا أصدقائي:
إنني ما زلت بانتظاركم
لنوقد الشراره ...



*Diplomático y poeta sirio, uno de los máximos exponentes de la corriente del verso libre que en los años cincuenta contribuyó de forma brillante a la renovación de la poesía árabe. Nacido en el seno de una acomodada familia siria, se educó en Damasco, donde se licenció en Derecho, aunque jamás ejerció. Posteriormente inició una carrera diplomática y fue embajador de su país en El Cairo, Londres, París, Ankara, Pekín, Beirut y Madrid.

Realizó su primera incursión literaria a los veintiún años, con el poemario Me dijo la morena (1944), que consiguió un notable éxito. Pero fue en 1966 cuando se consagró por completo a la construcción de un universo poético, planteando una nueva concepción del hombre árabe para quien la vieja lengua y los viejos esquemas se revelaban insuficientes.

Desde entonces consumó más de veinte poemarios, algunos de cuyos versos, cargados de belleza melódica, han sido musicalizados e interpretados por distintos cantantes. Su enfrentamiento con los sectores más reaccionarios del mundo árabe le costó la censura temporaria de sus libros.
Fue llamado "el poeta de las mujeres y el amor", por su lírica trovadoresca, asexuada, pero al mismo tiempo muy sensual, popular, de vocabulario sencillo, basada en el ritmo musical y en el valor único de la palabra. Murió en 1998.

**Escritor, traductor y especialista en didáctica de lenguas extranjeras - Casablanca - Marruecos.


La nueva obra del escritor Ulises Barreiro se llama "La magia de Molinari"


Reseña:
“La Magia de Molinari” es un libro que reúne 4 cuentos cortos, todos giran en torno a una fuerte crítica  sobre lo que significa para los seres humanos “La muerte”.

Libro: El escritor Ulises Barreiro en “La magia de Molinari” da una secuencias de distintos personajes que comienzan a cuestionar sobre lo que significa socialmente “la Muerte” en nuestra sociedad occidental. Por un lado, se narra la descripción geográfica de la zona del Valle de Punilla. Como especialmente y en particular la ciudad de Cosquín y el barrio de Molinari.  

A raíz de esto se generan 4 cuentos cortos muy interesante  donde el lector viajara por la geografía de las sierras cordobesas en distintos  puntos de tiempo y espacio. 

En la trama aparecen varios cuentos como: Un caudillo por Molinari,  El tren que nunca llegaba,     y entre estos cuentos sumamos varios personajes como Lubeck, El conde Finochetto, Nemesis, Marcelo Heredia, Gustavo L. Sarica, y muchos más. 

En la obra pasan por distintos lugares del barrio de Molinari, como la esquina de Córdoba y Rio de Janeiro, el río Seco, las diversas casas alpinas, la ruta número 38, etc. Como así también distintos puntos de la bonita ciudad de Cosquín, entre ellos la estación de trenes, la plaza prospero Molina, etc. 

Muchos de los personajes que aparecen en estos cuentos  tienen  experiencias que les atraviesan diversas fases de la cristalización de la realidad humana luego de que su mente las percibe. Dado que eso nos da el modo de cómo percibimos la conciencia humana como especie que somos Homo Sapiens. Sin duda estamos ante una obra de cuentos cortos muy novedosa, que es un homenaje al bonito paisaje que se percibe en las sierras del Valle de Punilla. 


Editorial Dragones Voladores